Definire sorprendente un nuovo album degli Shores Of Null potrebbe apparire ingeneroso nei confronti di una discografia disseminata di ottimi album che hanno elevato la band romana ad uno status importante nell’ambito della scena death doom nazionale.

Il fatto è che Beyond The Shores è un lavoro che va ben oltre un convinto apprezzamento perché qui ci troviamo al cospetto di un’opera che racchiude in sé tutto quanto di doloroso e straziante può essere espresso in musica, percorrendo però una via meno prevedibile rispetto al monolitico incedere del funeral o del death doom più ortodosso.

L’album è costituito da una sola traccia di circa quaranta minuti che segue una struttura simile ai seminali Crimson degli Edge Of Sanity, con temi portanti che si rincorrono e si intrecciano anche se ovviamente qui le pulsioni progressive di Swanö vengono rimpiazzate da aperture melodiche ariose che fanno pur sempre capo al doom atmosferico.

L’incipit quasi funeral è semplicemente meraviglioso e, quando l’evocativa voce pulita di Davide Straccione lascia spazio al growl di Mika Kotamäki, nell’aria si addensa una cupa disperazione spazzata via da una progressione repentina degna dei più ispirati Iced Earth. Questi indizi, riscontrabili solo nei primi cinque minuti del brano, fanno capire quanto imprevedibile e dinamica sia stata la scrittura degli Shores Of Null, ancora più strabiliante per la capacità di non abbandonare mai un filo conduttore melodico che è il vero e proprio collante capace di collegare le diverse anime del sound. Anche i testi sono più facilmente intelligibili grazie al frequente ricorso alle clean vocals, al netto delle incursioni degli ospiti come il citato Kotamäki e Thomas Jensen dei Saturnus, e non è cosa da poco visto che le liriche sono all’altezza dell’involucro sonoro raccontando con un impeto poetico e drammatico la resa dei conti tra l’uomo e il proprio ineluttabile destino.

Non c’è un solo decimo di secondo superfluo o ridondante in un lavoro che trova un ulteriore punto di forza anche nel suo dono della sintesi, ma confesso senza pudore che per quanto mi riguarda Beyond The Sshores potrebbe durare anche tre ore visto il livello espresso dagli Shores Of Null .

Il miglior album italiano dell’anno? Non è esatto, perché in tale affermazione c’è una delimitazione geografica inappropriata. Ci siamo capiti…

P.S. Nella prima settimana di dicembre la band romana ha rilasciato un video (visibile sotto) che accompagna l’intera traccia di 38 minuti che riempie per intero Beyond The Shores. SI tratta di un vero e proprio cortometraggio che traspone visivamente il doloroso contenuto musicale, sfruttando un’ambientazione naturalistica davvero unica e di questo va dato grande merito alla regista Martina McLean.

2020 – Spikerot Records