A circa un anno dall’ottimo The Great Hatred tornano gli Aphonic Threnody, gruppo guidato da Riccardo Veronese che con il nuovo The All Consuming Void propone diversi scostamenti rispetto al recente passato.

Infatti, la chiusura del sodalizio del musicista londinese con Juan Escobar ha portato alla creazione di una line-up internazionale, con l’approdo alla band del chitarrista statunitense Justin Buller (In Oblivion), del batterista tedesco Val Atra Niteris (autore di lavori pregevoli con il suo progetto Frowning) e soprattutto del vocalist rumeno Daniel Neagoe, ampiamente noto per le sue gesta con gli Eye Of Solitude e i Clouds.

L’attorniarsi di musicisti di estrazione prevalentemente funeral ha spinto Veronese a un ritorno alle sonorità più cupe dei primi lavori degli Aphonic Threnody e questo rende The All Consuming Void un lavoro oscuro, introspettivo e privo delle ampie aperture melodiche che hanno caratterizzato il precedente album, in ossequio a quel senso di vuoto esistenziale di cui fa cenno il titolo e che affiora costantemente lungo una narrazione lirica e musicale che non lascia spazio a soverchie speranze.

Ovviamente la melodia non è bandita tra le note dell’album, anzi, ognuno dei cinque lunghi brano ne è ben connotato, ma ciò avviene in maniera molto meno liberatoria, privilegiando un’alternanza tra passaggi rarefatti, talvolta dai toni liturgici, ed esplosioni di puro dolore contrassegnate dal sempre terrificante growl di Neagoe.

Nonostante la conformazione della band potesse far pensare a un progetto studiato a tavolino, The All Consuming Void è un’opera tutt’altro che manieristica visto che trasuda spontaneità e sofferenza in ogni sua singola nota, per cui non resta che immergersi in quest’ora abbondante di magnifico funeral doom.

2021 – Transcending Obscurity Records