Nonostante l’album del 2017 Cor Serpentis non fosse stato accolto con eccessivo entusiasmo da una parte della critica, personalmente ho sempre considerato i Calliophis un’ottima band, in grado di trasmettere al meglio le sensazioni di dolorosa introspezione tipiche del doom estremo, pur non raggiungendo picchi emozionali indimenticabili.

Liquid Darkness, terzo full length per il quintetto tedesco, non cambia più di tanto le connotazioni dei precedenti lavori ma mostra un ulteriore importante passo avanti in direzione di un sound meglio definito e allo stesso tempo anche più aperto a variazioni sul tema, utili ad alleggerire parzialmente la pesante cappa di oscurità con cui i nostri avvolgono il loro death doom.

Infatti, se l’interpretazione del genere dei Calliophis predilige i toni più oscuri e opprimenti, questa volta grazie a un’interessante e più spiccata propensione verso il post metal l’ascoltatore ha la possibilità di prendere qualche fugace attimo di respiro proprio in quei momenti di sospensione che preludono a più aspre cavalcate; tutt’altro che trascurabile, inoltre, la bellissima progressione melodica negli ultimi minuti della traccia conclusiva Fratricide.

Liquid Darkness ha infine il grande pregio di crescere con gli ascolti, caratteristica tipica degli album dotati di una certa profondità e quindi di fruizione non troppo immediata; i Calliophis probabilmente non scaleranno le gerarchie fino alle vette ma con questo ottimo disco puntellano uno status già rimarchevole.

2021 – Solitude Productions