In passato mi è capitato di esprimere più volte le mie perplessità rispetto alle strategie adottate da musicisti più prolifici della media: infatti, al di là della qualità dei lavori proposti, ritengo che un’eccessiva proliferazione di uscite aventi lo stesso marchio finisca per diluire l’attenzione degli ascoltatori, i quali per assurdo non hanno neppure il tempo di sviscerare i contenuti di un disco trovandosi subito a fronteggiare una novità proposta dal medesimo artista. Questo lungo preambolo serve, però, a esaltare e non a sminuire l’operato di un musicista come Sergio Gonzalez Catalan, capace nel corso di poco meno di due anni di pubblicare con il moniker Rise To The Sky quattro lavori di qualità eccelsa, l’ultimo dei quali, Per Aspera Ad Astra, si eleva addirittura sui precedenti per intensità e compattezza.
A ben vedere tre full length come Moonlight (2019), Death Will Not Keep Us Apart (2020) e il più recente Let Me Drown with You, risalente allo scorso marzo, rigorosamente autoprodotti e diffusi solo tramite il bandcamp, sono serviti ad attrarre l’attenzione di una label molto attiva come la russa GS Productions. Questo ha consentito a Sergio di usufruire di un’adeguata promozione, espediente necessario per evitare che prodotti di eccelsa qualità come Per Aspera Ad Astra finiscano ingiustamente nell’oblio.
Il nuovo album, come detto, eleva all’ennesima potenza l’impatto emotivo della proposta del musicista cileno che si colloca su un piano non dissimile da quello degli HellLight, rispetto ai quali gli scostamenti principali derivano da un approccio più orientato al death doom melodico che non al funeral come è quello della band brasiliana guidata da Fabio De Paula. Peraltro, non credo sia casuale il fatto che anche questa volta un disco di livello superiore alla media per intensità e afflato malinconico scaturisca da un evento luttuoso come lo è stato l’improvvisa perdita del padre avvenuta all’inizio dell’anno.
Ne derivano sette brani (più bonus track strumentale) evocativi, incentrati sull’intarsio tra atmosferiche tastiere e un efficace lavoro chitarristico anche in fase solista, trovando un’ideale sublimazione nella meravigliosa End My Night. A livello vocale Gonzalez Catalan non si lascia andare a divagazioni particolari, concedendosi una deroga all’efficace growl solo con il recitato in lingua madre di Only Our Past Remains. Tutto ciò basta e avanza perché non possano esserci più scuse valide (ammesso che ci fossero) per ignorare l’opera di questo talentuoso e spontaneo musicista sudamericano.

2021 – GS Productions