Se si parla dei meandri più estremi del doom, in Italia è difficile trovare una band che possa competere con i Fuoco Fatuo, ormai da circa un decennio intenti a proporre il funeral death doom nelle sue sembianze più soffocanti e prive di misericordia.

Proprio la totale assenza di quest’ultimo sentimento è la chiave di lettura per capire di quale portata sia l’offerta del gruppo varesino: qui il sound perde ogni connotazione consolatoria, spazzata via da un incedere impietoso, cupo, quasi un rombo che annuncia un’apocalisse imminente con qualche rara apertura che può ricondurre in parte ai maestri Esoteric (a proposito, Greg Chandler ha imposto le sue mani su Obsidian Kathabasis in sede di registrazione) ed Evoken.

Tre lunghi brani della durata media un quarto d’ora sono puntualmente seguiti da interludi strumentali che, contrariamente a quanto si possa immaginare, non alleggeriscono affatto l’atmosfera, divenendo piuttosto il collante di un lavoro che, come mi era già capitato di scrivere a proposito di The Viper Slithers In The Ashes Of What Remains, va ascoltato come se si trattasse di un’unica monolitica traccia.

Essendo fautori di una proposta così estrema per intenti e resa sonora, non mi stupisce che i Fuoco Fatuo restino loro malgrado sotto traccia in una nazione come la nostra in cui certe sonorità non sono certo tra le più popolari neppure in ambito metal; Obsidian Kathabasis rimane così, purtroppo, un’offerta rivolta a chi non teme di farsi aiutare da questo magnifica band lombarda nel percorrere gli ultimi gradini prima d’essere inghiottito nei gorghi dell’oltretomba.

2021 – Profound Lore Records