Sostenere che il full length d’esordio degli irlandesi Soothsayer non si riveli esattamente di facile ascolto sembrerà una precisazione superflua per chi ha familiarità con le diverse forme di sludge, ma è in realtà doverosa proprio perché anche il fruitore più esperto del genere potrebbe imbattersi in qualche ostacolo arduo da superare. Tale premessa non deriva da un approccio particolarmente sperimentale o avanguardista alla materia da parte della band di Cork ma semmai dal suo esatto contrario: lo sludge riversato nei cinquanta minuti di Echoes Of The Earth ha tra le sue principali caratteristiche un’istintività dai tratti primitivi, ben rappresentata dallo scream esasperato di Liam Hughes, che nonostante questo include diverse sacche di pregevole emotività. I Soothsayer partono da una base non dissimile da quelle dei compagni di etichetta Jupiterian ma rispetto ai brasiliani estremizzano il sound fornendogli talvolta connotazioni parossistiche, lo decompongono lasciandosi andare a ondate di pura ferocia spezzate da rari quanto efficaci break acustici o vagamente melodici e, infine, intingono la penna compositiva nel velenoso afflato epico dei connazionali Primordial. Tutti questo aspetti convivono contro pronostico proprio per l’apparente illogicità del loro susseguirsi, in nome di una spontaneità che, se non fosse sorretta da un songwriting di rara intensità, costituirebbe la pietra tombale di Echoes Of The Earth. Così, quando si arriva con qualche acrobazia al termine del lavoro la soddisfazione supera le residue perplessità, nonostante venga istintivo invocare in futuro una maggiore coesione tra le varie sfaccettature offerte nel corso di un lavoro che esibisce picchi emotivi non trascurabili come il break semiacustico di Cities Of Smoke, della eccellente Six Of Nothing e della conclusiva True North, dagli sconfinamenti black death favoriti dalla partecipazione di un’icona del death britannico quale è Dave Ingram. Ascoltare quest’album dei Soothsayer è una prova di resistenza non banale che, qualora superata, lascia in eredità gradevoli e non scontate sensazioni positive.

2021 – Transcending Obscurity Records

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