Nel commentare poco più di un anno fa l’album Tyhjyyden Näkyjä degli Hiljaisuus Vajoaa avevo rimarcato come, al giorno d’oggi, comporre un’opera di valore lasciandola languire nelle secche del sottobosco underground, senza neppure provare a fare un minimo di promozione, equivalga di fatto alla mitologica fatica di Sisifo.

E’ vero che nel momento in cui il trio finlandese ha deciso di dedicarsi al funeral doom avrà senz’altro pensato che, per una platea di potenziali fruitori talmente ridotta, anche un massiccia campagna di divulgazione otterrebbe effetti di poco superiori a quelli risultanti dalla semplice pubblicazione dell’album sul bandcamp, accompagnato da qualche laconico post sulla pagina Facebook.

Questo mi fa benevolmente arrabbiare, perché la band di Tampere sa il fatto suo e propone una forma di funeral che risente del retaggio post metal dei musicisti e, quindi, pur mantenendo una velocità di crociera da bonaccia permanente, presenta interessanti variazioni sul tema che rendono sufficientemente originale e meno scontato del previsto anche questo secondo lavoro su lunga distanza uscito in sordina nello scorso aprile.

Infatti, Kaikkeuden Ytimeen è un’opera in cui a ben vedere non si scorgono al primo impatto pesanti riferimenti alle band storiche partorite dalla Terra dei Mille Laghi, in quanto una parte significativa dello sviluppo sonoro è affidata a un lavoro chitarristico minimale e talvolta dissonante (che può alla lontana ricordare qualcosa dei primissimi Monolithe) ma di grande efficacia. Personalmente trovo che gli Hiljaisuus Vajoaa siano stati sottostimati fin dai loro primi passi e i possibili motivi li ho elencati in fase introduttiva; non è dato sapere se i nostri in questi anni si siano dati da fare per trovare un’etichetta disposta a puntare su di loro qualche euro o se, invece, abbiano accettato come ineluttabile un destino di retroguardia che non si confà al loro oggettivo valore (non so perché, ma propendo per questa seconda ipotesi).

Comunque, chiunque lo voglia, in calce alle mie considerazioni può farsi un’idea del contenuto di Kaikkeuden Ytimeen (il cui significato è “nel cuore dell’universo”) e magari dare soddisfazione ai bravi Ojanperä (basso), Korpi (batteria) e Särkkä (chitarra e voce) dimostrando un concreto apprezzamento per questi notevoli cinque brani intrisi di dolente e oscuro funeral.

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