I Veil Of Conspiracy dimostrano come in soli due anni il sound di una band possa mutare in maniera sensibile, ma questo in fondo non sorprende se si pensa alla gamma di sfumature presenti nel full length Me, Us And Them, uscito nel 2019 .
Era quindi naturale, se non auspicabile, che la band romana optasse per una scelta stilistica meglio focalizzata in una specifica direzione, anche se va detto subito che il nuovo Echoes Of Winter è tutt’altro che un lavoro monodimensionale.
Ciò che emerge, ad ogni buon conto, è che il lavoro compositivo dei due chitarristi Emanuela Marino e Luca Gagnoni ha perso gran parte delle connotazioni prog metal per approdare a sonorità più soffuse e prive di quei tocchi orientaleggianti che talvolta affioravano nel precedente lavoro; Echoes Of Winter risente dell’influsso nobile di Katatonia e Opeth, soprattutto i primi, e resta da stabilire solo se la presenza al microfono di Alex Sforza (in sostituzione di Chris De Marco) sia causa o effetto di tutto ciò, visto che la sua timbrica clean si rivela decisamente prossima a quella di Jonas Renkse.
I Veil Of Conspracy però riescono a scongiurare il rischio di un’eccessiva dipendenza dai maestri svedesi indurendo ad arte il suono, complici il ricorso ben dosato allo scream di Sforza, che abbiamo imparato a conoscere sia con gli Ars Onirica che con gli Invernoir, e un lavoro chitarristico molto efficace anche in fase solista, dove riemerge il retaggio prog metal.
Echoes Of Winter è un’opera solida, frutto di un lavoro compositivo di prim’ordine, che in chiusura regala una perla come Where The Sun Turns To Grey, arricchita dalla voce di Gogo Melone; la canzone è oggettivamente splendida ma se viene ascoltata come assaggio dell’intero album può risultare fuorviante, in quanto si tratta di un episodio del tuto ossequioso al gothic doom più elegante ed emotivo, in linea con quanto fatto dalla vocalist ellenica con i suoi Aeonian Sorrow. In effetti, la verità su quanto sia lecito attendersi la si può ottenere fin dalla traccia d’apertura Woods Of Nevermore, emblematica di una svolta significativa che a mio avviso può aprire ai Veil Of Conspiracy diverse porte in più rispetto al recente passato.

2021 – Solitude Productions