Dopo un convincente album d’esordio, il duo statunitense denominato Hellish Form sfrutta l’onda derivante da buoni riscontri ottenuti dalla critica proponendo dopo un anno un secondo full length intitolato Remorse. Nonostante a orecchie poco aduse al genere le coordinate possano sembrare simili, in realtà la nuova uscita di Jacob Lee e Willow Ryan appare molto meglio focalizzata in direzione funeral, tanto che il solo elemento riconducibile al depressive, che entrava invece in maniera consistente in MMXX, è l’utilizzo dello scream anziché del growl, il tutto sempre volto a evocare un’ineludibile disperazione. Non solo, in diversi frangenti si manifesta uno slancio melodico che porta il sound su territori più dolenti che non straziati dal dolore. In poco meno di tre quarti d’ora gli Hellish Form offrono uno degli album più intensi dell’anno, grazie a una scrittura che in un brevissimo lasso di tempo si è fatta ben più ariosa ed evocativa, tanto da meritare un plauso incondizionato sotto tutti i punti di vista.

2021 – Translation Loss Records