I Dread Sovereign per Alan Averill sono diventati qualcosa in più di un progetto collaterale ed estemporaneo come poteva apparire all’epoca della pubblicazione dell’ep d’esordio Pray to the Devil in Man nel 2013. In effetti, a ben vedere, da quel momento per il vocalist irlandese sono state più frequenti le uscite con questo moniker rispetto a quelle con la sua storica band madre, i Primordial. Come sempre accade, i cantanti in possesso di uno stile peculiare come è il caso del nostro “Nemtheanga” caratterizzano fortemente i lavoro in cui prestano la loro ugola, a prescindere dallo stile proposto; i Dread Sovereign in comune con i Primordial non hanno solo il vocalist ma anche quell’aura epica che lo stile di Averill, benché virato su tonalità differenti, contribuisce ad esaltare in entrambi i casi. Parlare di doom, in questo caso, potrebbe rivelarsi parzialmente fuorviante, perché i ritmi sono spesso più incalzanti e, se qualche tratto comune con il classicismo del genere può affiorare in più di un frangente, ad ammantare il tutto è un corposo drappo dark che trae linfa sia dal gothic rock novantiano che dall’heavy metal di matrice occulta. Resta solo da immergersi in Alchemical Warfare, album che offre una cinquantina di minuti di musica ispirata e trascinante, forse anche più di quanto offerto nello scorso decennio dagli stessi Primordial.

2021- Metal Blade