Shadecrown – Solitarian

Dovendo scegliere un album quale possibile compendio del death doom melodico di scuola finlandese, questo Solitarian, terzo full length degli Shadecrown, sarebbe probabilmente tra i candidati ideali. Del resto c’è ben poco da eccepire sull’operato di una band che offre otto brani (sette di lunghezza standard, mente la conclusiva title track supera i quindici minuti) in cui il sottogenere viene eseguito in maniera così accattivante e intensa, con un certo sbilanciamento comunque verso la componente death del sound. Tutto bene quindi? Complessivamente sì: Solitarian si lascia ascoltare con piacere dalla prima all’ultima nota senza mai annoiare, anche se tutto ciò si verifica senza alcun accenno di originalità. Infatti, gli Shadecrown sono dei magnifici assemblatori di sonorità melodiche e plumbee al punto giusto e svolgono questo compito con tale competenza e padronanza che le possibili obiezioni passano in secondo piano, tanto più che la già citata ultima traccia mostra un volto più elaborato dei nostri, i quali dimostrano d’avere nelle corde anche qualche raffinatezza e variazione sul tema, alla bisogna. In sintesi, l’ascolto di Solitarian è un puro godimento e non c’è una sola traccia superflua o comunque priva di passaggi capaci di attrarre come il canto delle sirene, ma in ambito death doom melodico negli ultimi tempi si sono ascoltati diversi album superiori, se si prende come principale indicatore l’impatto emotivo.

2021 – Inverse Records