A Pale Horse Named Death – Infernum in Terra

Scorrendo la line-up degli A Pale Horse Named Death salta all’occhio la presenza di Sal Abruscato, che fu protagonista alla batteria in almeno tre capolavori pubblicati nella prima metà degli anni novanta nell’ambito di una in una realtà newyorchese in grande fermento; sto parlando dei primi due album dei Type 0 Negative, il feroce e dissacrante Slow, Deep And Hard e l’insidiosamente commerciale Bloody Kisses, nonché dell’esordio dei Life Of Agony, River Runs Red, opera magnifica che la band dell’inquieto Keith (ora Mina) Caputo non è più stata in grado di replicare. Dopo essere stato ai margini della scena per un lungo periodo, Sal è tornato all’inizio dello scorso decennio con il suo nuovo progetto, facendosi accompagnare nei primi due album dal chitarrista e bassista Matt Brown, per poi approdare a una configurazione di band vera e propria a partire dal terzo full length uscito due anni fa. Il nuovo Infernum In Terra è quindi il quarto della serie, come sempre all’insegna di un doom che si muove a cavallo tra pulsioni classiche, inevitabili riferimenti alla band del grande e mai abbastanza rimpianto Peter Steele e qualche reminiscenza grunge riconducibile agli Alice In Chains. Va detto che la band del buon Abruscato non è che abbia mai goduto di unanimi consensi da parte della critica, un atteggiamento a mio avviso troppo severo visto che il sound offerto, almeno in questo caso specifico, è davvero godibile e tutt’altro che noioso, pur senza raggiungere vette epocali. Forse al parametro di valutazione può contribuire il fatto che Sal non possiede un timbro vocale particolarmente incisivo anche se interpreta il ruolo in maniera ben più che dignitosa, ma è più probabile invece che da parte di un membro fondatore dei Type 0 Negative si pretenda sempre di riascoltare quelle indimenticabili e peculiari sonorità ormai perdute nel tempo; sgombrato il campo da questo equivoco di base, Infernum In Terra consente di godere di un’oretta di doom suonato con buona proprietà e altrettanta integrità.

2021 – Long Branch Records