The Answer Lies in the Black Void – Forlorn

Esordio discografico per questo duo formato dalla ungherese Martina Horváth e dall’olandese Jason Köhnen. Se una simile configurazione in campo doom è di norma suggestiva di una forma di gothic con suadente e femminea voce, i The Answer Lies in the Black Void vanno ben oltre questi stilemi offrendo un sound piuttosto ostico e per lo più privo di soluzioni melodiche fruibili al primo impatto. Martina è una cantante versatile ma che predilige toni oscuri e insinuanti, benché sia dotata di una timbrica non comune anche quando si spinge su lidi più sperimentali. Definire tali sonorità una versione virata al doom dei primi Dead Can Dance potrebbe apparire un azzardo ma è una delle prime cose che mi è venuta in mente, anche e non solo per il ricorso frequente a vocalizzi in sostituzione di testi veri e propri che sono l’equivalente, a ben vedere, della “non lingua” con cui si è sempre espressa la Gerrard. Qui l’incedere è per lo più cupo e luttuoso ed è anche ben rappresentato da quattro video, girati rispettivamente per Okkultas, Become Undone, Mina e For Nevermore, tutti volti a esaltare a livello visivo un lato gotico che non è poi altrettanto marcato sotto l’aspetto sonoro. Forlorn è un album che potrebbe fare fatica a raggiungere una fascia di fruitori ben definita, anche perché va ascoltato molte volte prima di farsi avvolgere e incantare dall’ugola dell’affascinante Martina, alla quale l’ottimo Jason, uno dei fondatori dei seminali Celestial Season, fornisce un supporto strumentale, per lo più rarefatto e dai tratti ricercati ma senza particolari forzature, definibile a tutti gli effetti doom metal sebbene offerto in una forma tutt’altro che scontata. Chi avrà voglia e pazienza troverà riferimenti che includono anche gli spunti meno avanguardisti della Galas; Forlorn è un’opera a suo modo spiazzante ma dall’enorme spessore artistico.

2021 – Burning World Records