I Nightfall Doom Metal rappresentano un’interessante anomalia nel panorama musicale per diversi motivi, tra cui il principale è senz’altro quello che si tratta di un duo di musicisti brasiliani approdati al funeral doom in tempi recenti e in età già matura, utilizzando tali sonorità per veicolare al meglio la loro profonda spiritualità. Se Bela Buia de Beaurepaire Rohan è l’anima concettuale e lirica del duo, l’intera sezione musicale viene eseguita da Percy Hatschbach, che si è fatto in passato un discreto nome in patria dedicandosi al blues. Da simili basi quello che ne scaturisce non può che essere un funeral sui generis, in cui la componente metal è alquanto ridotta venendo messa per lo più in secondo piano da un approccio più atmosferico e rarefatto, dove le voci (quella di Bela Buia più declamatoria, mentre Percy opta per un timbro molto profondo) rivestono soprattutto una funzione recitativa. I Nightfall Doom Metal hanno esordito con un primo full lenght, Where Sad Souls Dwell, nel 2019, e l’anno dopo vi hanno dato seguito con Memories, mettendo sul piatto al primo colpo due lavori di notevole spessore; il nuovo Echoes in Infinity è l’opera che delle tre tiene maggiormente fede a livello stilistico alle dichiarazioni di intenti dei due: il sound offerto è senza equivoco alcuno riconducibile a un funeral melodico, atmosferico e soprattutto ispirato, da cui traspare un approccio spontaneo, magari a tratti naif, ma fuor di dubbio limpido e come già detto intriso di una spiritualità che induce ad approfondire i contenuti lirici del lavoro. Entrando nello specifico, non è un caso se uno dei brani dell’album, lavoro, Jissô, è dedicato a Masaharu Taniguchi, fondatore di Seicho-No-Iê, una filosofia religiosa sincretista che, al di fuori della patria dello studioso, ha raccolto un grande numero di seguaci proprio in Brasile. Tutti gli aspetti e le sfumature citate, musicali e non, si vanno a fondere con un approccio alla materia fresco e poco o nulla derivativo, proprio perché Bela Buia e Percy sono approdati a queste lande musicali senza attingere a particolari fonti di ispirazione e privi di condizionamenti; tutto ciò lo si può recepire dalle loro composizioni che potrebbero anche non essere accolte del tutto con favore da chi predilige il funeral nelle sue espressioni più ortodosse, sia musicalmente sia anche concettualmente, dato che l’incedere comunque dolente del sound dei Nightfall Doom Metal esprime da un lato un malinconico dolore prodotto da persone, cose e memorie perdute ma, allo stesso tempo, è pervaso da quella speranza derivante dalla spiritualità che il duo esprime con convinzione. Echoes in Infinity potrebbe rappresentare una gradita sorpresa e quindi invito ciascuno a farsene un’idea utilizzando il consueto link bandcamp posizionato in calce all’articolo.

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