Starboard – Abaia

Seguendo forme di pensiero precostituite, nell’approcciarsi a una band finlandese all’esordio, definita come autrice di funeral doom, sarebbe lecito attendersi una riproposizione delle sonorità che da quelle parti sono nate e si sono sviluppate. In realtà, gli Starboard propongono un qualcosa che con il funeral ha decisamente a che fare solo che ciò avviene contaminandolo in maniera pesante con il jazz, fornendo un risultato di grande peculiarità ma altrettanto straniante. Il fatto che nei momenti più plumbei, con tanto di growl d’ordinanza, siano gli strumenti a fiato a tessere le linee melodiche sarebbe già di per sé un anomalia ma non una novità in assoluto, ma i nostri di punto in bianco si trasformano in un elegante jazz trio uscendo completamente da qualsiasi schema avente a che fare col metal. Abaia e un’opera imprevedibile, anche troppo in certi frangenti, ma pur non essendo esente da difetti merita una possibilità da parte di chi vuole provare ad ascoltare qualcosa di realmente diverso dal solito. Purtroppo un cantato clean lagnoso affossa alcuni passaggi ma, nel corso di queste tre lunghe tracce (più interludio) che assommano cinquanta minuti, non sono certo pochi i motivi di interesse anche se mantenere viva l’attenzione non è cosa semplicissima. In certi momenti sembra anche di ascoltare i Gentle Giant in versione doom, ma non c’è dubbio che il trio, presentandosi in sala d’incisione, abbia lasciato sfogare ogni pulsione senza porsi alcun paletto. A livello di consuntivo, passaggi di notevole bellezza e profondità si accavallano a momenti a dir poco cervellotici, e tutto questo attrae irresistibilmente per poi respingere l’attimo dopo. Potrebbe trattarsi di una genialata da tramandare ai posteri così come della cagata pazzesca di fantozziana memoria e, francamente, io stesso non so per quale opzione propendere, anche se l’impressione è che dopo diversi passaggi nel lettore il lavoro riesca a insinuarsi sottopelle. Per chi vuole saperne di più il sottostante link al bandcamp può fornire qualche risposta.

2021 – Autoprodotto