Gergely Almásy è un musicista slovacco che, dopo un attività limitata alla ristretta area locale, prova ad acquisire un respiro più internazionale con questo progetto solista denominato Autumn Nostalgie, in cui viene offerto un black metal melodico piuttosto convincente. L’approdo a un’etichetta di buona credibilità come la Northern Silence Productions dovrebbe aiutare il musicista di Šamorín a portare fuori dai patri confini una proposta interessante, che oscilla tra brani ritmati e incalzanti, ricchi di sentori prossimi anche al folk, e altri più intimisti e ariosi, il tutto con ottimi esiti inficiati solo un poco da uno scream non proprio da fuoriclasse e reso parzialmente ostico dall’utilizzo dell’idioma ungherese (del resto la zona della Slovacchia in cui Almásy risiede è a maggioranza etnica e linguistica magiara). Anche l’assonanza con il finlandese, facente parte dello stesso ceppo linguistico, contribuisce a rendere i brani contenuti in Ataraxia più vicini alle sonorità di band come i Moonsorrow che non a quell’atmospheric post black suggerito in sede di presentazione, e nel complesso il lavoro non sfigura affatto anche perché il nostro dimostra doti compositive di un certo spessore. Peraltro è curioso scoprire come il titolo dell’album sia un omaggio all’omonima band italiana che, secondo quanto dichiarato da Gergely, avrebbe contribuito con la propria musica a fargli riprendere il contatto con una realtà che stava progressivamente perdendo (cosa che non può sorprendere chi conosce la grandezza del gruppo guidato da Francesca Nicoli e Vittorio Vandelli). Trattandosi di un progetto di nascita recente (Ataraxia è il secondo full length, ma il precedente Esse Est Percipi risale solo a un anno da) non sono improbabili futuri sviluppi in direzioni stilistiche diverse, ciò che resta è comunque il buon valore di questo lavoro firmato Autumn Nostalgie.

2021 – Northern Silence Productions