Vandrer – Rising from the Tomb of Matter

Vandrer è il nome del progetto solista di Ole Hell, musicista norvegese che si è fatto notare da qualche anno grazie al suo operato con gli ottimi Sheperds Crook. Rispetto a quanto fatto in quel frangente Ole rinuncia alla voce del suo compare Nestor e si lancia in un doom strumentale degno di nota, soprattutto per il suo andamento tutt’altro che lineare nell’abbracciare lo stoner sludge e il post metal, senza tralasciare furiose accelerazioni di matrice black. Rising from the Tomb of Matter è l’ultimo dei tre full length usciti con il moniker Vandrer negli ultimi due anni e, in ossequio a tale denominazione (il cui significato è vagabondaggio) il sound si sposta lentamente da un luogo musicale all’altro assumendo sembianze via via differenti. Tre lunghe tracce per quasi quaranta di minuti si rivelano esaustive riguardo a una prolificità compositiva la cui qualità non viene appiattita dalla quantità; il lavoro cresce anzi con il suo scorrere, per giungere infine con To Attain the End of All Gnosis all’episodio più potente e incompromissorio del lavoro, all’insegna di un funeral sludge dal riffing diluito all’inverosimile da cui ogni tanto cerca vanamente di emergere qualche sommesso vocalizzo liturgico. Rising from the Tomb of Matter è un’opera interessante così come le precedenti, il tutto offerto da un musicista in grado di elaborare in maniera efficace le istanze del passato così come quelle attuali gravitanti in area doom estremo.

2021 – Autoprodotto