Gli australiani Echotide sono incasellabili in quel filone sonoro, definibile approssimativamente post rock dalle connotazioni cinematografiche, che ha visto quale mirabile esempio di recente conio l’album dei Maybeshewill (No Felling Is Final). Il trio di Brisbane formato da Samuel Mead, Matthew Martin e Michael Gagen si muove appunto lungo quei solchi ma, a differenza della band inglese, non mette in primo piano l’uso degli archi prediligendo una conduzione del sound affidata al pianoforte e a tenui pennellate chitarristiche; il risultato raggiunto è pressoché simile perché la sensibilità di questi musicisti consente loro di creare affreschi sonori ariosi e avvolgenti, pur se contraddistinti da un sottile ma percepibile retrogusto malinconico. Una più movimentata e magistrale Another Road è la vetta di un album la cui lunghezza non pesa, in virtù di una spontaneità che rende lieve il suo scorrere; Into The Half Light è una nuova carezza che la musica ci regala per compensare la gragnuola di colpi che la vita infligge quotidianamente, inducendoci a sognare un mondo migliore che non trova rispondenza nella realtà.

2021 – Autoprodotto