Dopo l’assaggio fornito l’anno scorso con il singolo Lantern e qualche mese fa con un ep con il moniker Wisp (The Insomniac), Joseph Hawker torna su lunga distanza con il suo progetto principale Ethereal Shroud, il cui precedente e unico full length They Became the Falling Ash risale ormai a sei anni fa. La bontà superiore alla media del black doom atmosferico offerto all’epoca trova ulteriore conferma oggi con un lavoro come Trisagion, che potrebbe ingannevolmente sembrare anch’esso un ep, alla luce dei soli tre brani presenti in tracklist, in realtà dalla durata complessiva che va abbondantemente oltre l’ora. Già questo dato è suggestivo dello sviluppo cangiante delle singole tracce in cui Hawker non lascia nulla di intentato allo scopo di creare atmosfere ampie e ariose, per quanto sempre contraddistinte da ritmiche sostenute e dal tipico scream di matrice black. Descrivere i singoli brani è un’operazione pleonastica quanto allo stesso tempo complessa, per cui la raccomandazione ultima è quella di immergersi totalmente in un’opera che non lesina momenti di grande impatto emotivo e che, nonostante la sua lunghezza, non presta mai il fianco alla noia o a passaggi riempitivi, ma credo che chiunque avesse ben memorizzato i contenuti di They Became the Falling Ash non poteva aspettarsi nulla di diverso dal lavoro ineccepibile e irrinunciabile che risulta essere Trisagion. La sola nota negativa a corollario di queste righe riguarda la decisione, comunicata da Hawker successivamente all’uscita dell’album, di considerare chiusa l’esperienza degli Ethereal Shroud e questo è indubbiamente un peccato, ma d’altro canto il musicista inglese non ha fatto mistero di quanto gli sia costata a livello psichico (e anche economico) la produzione di quest’opera dalla gestazione molto lunga e sofferta: non resta quindi che prenderne atto, augurandoci che il talento e la sensibilità compositiva di Joseph possano ancora palesarsi in un futuro prossimo tramite un nuovo progetto.

2021 – Northern Silence Productions