I russi Sönma sono un duo che rappresenta peraltro i due terzi dei notevoli Crust, sludge band di un certo peso da cui provengono Roman Romanov e Vlad Tatarsky. Questo nuovo progetto, inaugurato lo scorso anno con il primo full length Terra, porta alle estreme conseguenze quelle sonorità restituendole nella loro versione più soffocante e rallentata, dando vita anche con il recente Ether a un nuovo caliginoso monolite dall’insostenibile peso specifico. L’album si snoda per circa tre quarti d’ora in cui si alternano passaggi opprimenti ad altri dal sentire cosmico, accomunati da un substrato drone volto a compattarne il pachidermico incedere. Si tratta, come si può intuire, di una mazzata non facilmente assorbibile ma in grado di fornire più di una soddisfazione a chi non si sottrae ai colpi di maglio inferti da questi due validi musicisti, i quali, anche per quanto fatto con i già citati Crust, portano all’attenzione degli ascoltatori una forma di doom non cosi diffusa nella loro nazione, come avviene invece per altri sottogeneri.

2021 – Ksenza Records