Ison – Aurora

L’incrocio con gli Ison, progetto solista del musicista svedese Daniel Änghede (ex-Cripped Black Phoenix, nonché coinvolto nella seconda metà dello scorso decennio con i Draconian, pur non avendo mai fatto parte della line-up ufficiale), mi consente di godere ancora una volta di sonorità altre, estranee alle codifiche imposte dai sottogeneri canonici del rock e del metal, tramite l’accesso a un mondo soffuso e immaginifico dove tutto appare più ovattato, obbedendo a una diversa regolamentazione del rapporto spazio tempo. Aurora è il quarto album che esce a a nome Ison e se l’impronta musicale di base resta quella di un etereo post rock, la grande novità rispetto ai tre precedenti full length risiede nella fine del sodalizio con Heike Langhans (per l’appunto vocalist degli stessi Dracocian), il cui rimpiazzo da parte di Änghede non avviene nella maniera più prevedibile, ovvero con un’altra vocalist dalle caratteristiche simili, bensì optando per il supporto di differenti voci femminili in ciascuno dei brani dell’album. Tale artificio consente per assurdo a Daniel una maggiore libertà di manovra e la possibilità di ricorrere a diverse timbriche vocali, sempre funzionali alla creazione di uno scenario in grado stimolare la fantasia e le potenzialità percettive degli ascoltatori. Il viaggio lungo le otto tracce si rivela appagante, mentre si viene guidati da voci splendide regalate da cantanti dal diverso background, alcune dalla dalla già consolidata notorietà come Cammie Gilbert, Gogo Melone, Sylvaine, Tara Vanflower, Carline Van Roos e Lisa Cuthbert, altre forse meno come Vila e circle&winds (Viola Petsch), ma tutte in grado di fornire un valore aggiunto e un’impronta personale allo splendido substrato sonoro costruito da Änghede.

2021 – Avantgarde Music