Il mio nome è Stefano Cavanna, sono nato a Genova nel 1961, nella vita di tutti i giorni lavoro per un’impresa di trasporto ferroviario e, nel tempo restante, perseguo le mie due grandi passioni, la musica e lo sport.

Negli ultimi dieci anni ho scritto oltre un migliaio tra recensioni e articoli, prima per In Your Eyes e poi per MetalEyes, una webzine, quest’ultima, fondata nel 2016 assieme agli amici Alberto Centenari e Massimo Argo che ha ottenuto in poco tempo una certa credibilità nell’ambiente, prima della chiusura avvenuta nell’agosto del 2019 a causa dell’oggettiva impossibilità di mantenere elevati standard qualitativi, dovendo continuare a gestire il tutto solo nei ritagli del tempo libero. Attualmente continuo a scrivere qualche recensione per la pagina Facebook “Doom Heart”, gestita dall’organizzatore dell’omonimo festival, Alberto Carmine, e collaboro con una rubrica settimanale al programma radiofonico Overthewall di Mirella Catena, che va in onda su diverse radio, sia su web che su FM.

Analogamente a gran parte dei nati negli anni Sessanta la mia formazione musicale, come ascoltatore, è stata segnata soprattutto dal progressive, almeno fino al decennio successivo quando ho iniziato a essere attratto da sonorità più oscure; da lì si è spalancata una galassia di note fino ad allora sconosciute, con la scoperta della darkwave e l’incontro con band fondamentali quali Joy Division, Bauhaus e The Cure, per arrivare in seguito al gothic rock dei Sisters Of Mercy e dei The Mission fino all’approdo agli imprescindibili Fields Of The Nephilim.

Proprio la band di McCoy ha rappresentato l’ideale grimaldello che mi ha consentito di accedere allo sconfinato mondo del metal, favorendomi l’approccio ai suoi versanti più estremi come il death e le prime propaggini del black, circostanza piuttosto inusuale per uno partito dall’ascolto di King Crimson e Genesis.

Ma la vera folgorazione è giunta dall’ascolto di Forest Of Equlibrium dei Cathedral, l’album che virtualmente mi ha spalancato le porte dei sepolcri da cui scaturivano le dolenti sonorità gotiche dei primi Anathema e dei My Dying Bride, e in seguito quelle più funeste provenienti dalla Finlandia con Shape Of Despair e Skepticism, un passo decisivo ed irreversibile verso quei baratri sonori che non ho più smesso di frequentare.

Questo blog ha il solo scopo di condividere in rete la mia passione per il funeral death doom e in senso lato per quei “mournful sounds” dei quali magari molti ignorano l’esistenza.

Per fare questo ho importato buona parte delle recensioni scritte in passato, nate per la pubblicazione su una webzine e quindi per certi versi più complete e analitiche rispetto a quelle che scriverò appositamente per il blog, che saranno invece più essenziali, con il mero compito di segnalare a chi vorrà leggere l’esistenza di album meritevoli d’ascolto.

Chi volesse contattarmi per qualsiasi motivo può scrivermi in privato accedendo al mio profilo Facebook tramite il link sottostante oppure inviando una mail a stefano.metaleyes@gmail.com