Anguish – Doomkvädet

Dalle fonti di Encyclopaedia Metallum risultano ben tredici band denominate Anguish, il che fa capire quanto tale sentimento aleggi costantemente nell’animo di chi suona e ascolta metal. Quella presa in esame per l’occasione è svedese ed è dedita a una forma di doom davvero interessante, in quanto cerca di fondere le coordinate classiche del genere con quelle più estreme ottenendo un risultato pregevole. La band di Uppsala è attiva da una quindicina d’anni e con questo ultimo Doomkvädet giunge al quarto full length: siamo quindi di fronte a musicisti esperti e buoni conoscitori della materia, anche perché tra i fondatori troviamo quel David Eriksson (chitarra) già visto all’opera di recente con l’ottimo progetto funeral Deber, e J.Dee (voce e basso), suo compagno nei blacksters Ondskapt. I due sono accompagnati dal chitarrista Linus Olemark e dal batterista Bjorn Andersson, membro degli Ocean Chief nonché titolare a sua volta di un interessante progetto funeral denominato Elporti; questa comunione di intenti fornisce quale frutto un album aspro che, volendo esemplificare al massimo a beneficio di chi legge, in più di un frangente appare quale una versione più brutale dei maestri Candlemass. Infatti, se apparentemente la base può sembrare quella classica, il ringhio di J.Dee e la pesantezza dei riff spostano in più di un caso le coordinate verso la componente estrema, benché personalmente ritenga che Doomkvädet sia un lavoro che resta comunque lontano da un ipotetico death doom; il quartetto imperversa con i propri colpi di maglio per cinquanta minuti, resi meno soffocanti da opportuni quanto pregevoli inserti di chitarra solista che rappresentano il varco d’accesso per gli Anguish alle stanze del classic doom, per quanto sporcato da venature estreme possa apparire. Un gran bel lavoro, adatto a un ampio spettro di appassionati.

2021 – Sun & Moon Records